La Nuova Sardegna, 2 Febbraio 2026
La villa confiscata alla mafia
«Qui si vive oltre le disabilità»
L’abitazione a San Teodoro dove si insegna la quotidianità lontani dalle famiglie ‹La Fondazione con il sud seleziona il progetto, Espa: «Possiamo guardare al futuro»

Di Paolo Ardovino

San Teodoro | Era l’abitazione di lusso di un “prestanome”, di una persona legata alla criminalità organizzata con una rete tra Roma e la Sardegna. Poi le forze dell’ordine hanno smantellato gli affari mafiosi e messo sotto sequestro la villa, dodici anni fa. Una villa con muri in granito, immersa nel verde, in un residence di lusso che si affaccia su Tavolara.
L’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) l’ha messa a bando ed è stata assegnata all’associazione bambini cerebrolesi (Abc Sardegna). Nell’estate 2024 il taglio del nastro alla “Villa della legalità”, questo il suo nuovo nome, nel villaggio di Baia Salinedda a San Teodoro. Nel 2025 la visita della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli. E finalmente ora, grazie al finanziamento della Fondazione con il sud, il cancello può restare aperto, gli ospiti aumenteranno.
È la casa del coraggio, la casa dei primi passi, la casa «dell’indipendenza». A spiegarlo è Marco Espa, cagliaritano, presidente nazionale dell’associazione Abc che riunisce genitori di persone con disabilità e volontari che prendono a cuore la causa. Di fatto la villa è a disposizione «per intraprendere percorsi di vita indipendente. Si tratta di persone con disabilità che per la prima volta fanno dei periodi lontani da casa, senza la famiglia. Uno dei passaggi più importanti», imparare ad avere una quotidianità contando su sé stessi.
La Fondazione con il sud ha appena reso noti i progetti selezionati tramite il bando specifico rivolto a enti che operano con beni confiscati alle mafie. Tre villette, due appartamenti, una masseria e un fondo agricolo tra Campania, Calabria, Sicilia e, appunto, in Sardegna, a Baia Salinedda. Beni «restituiti alla collettività attraverso 7 progetti di valorizzazione selezionati grazie al nuovo regolamento sui beni confiscati promosso nel 2025 – si legge nella nota della Fondazione -. Una modalità erogativa “a sportello” rivolta a enti di terzo settore per valorizzare i beni con iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo», insieme a una parte di risorse messe dalla Fondazione Cdp, ente no profit del gruppo Cassa depositi e prestiti, le iniziative godranno di un importo complessivo di 2 milioni e 650mila euro.
Con un pizzico di orgoglio per essere «l’unica organizzazione di volontariato» in mezzo a imprese sociali, Espa guarda con il sorriso all’orizzonte: «Siamo felici di risultare tra le iniziative scelte, accoglieremo più ospiti e potremmo guardare più lontano». Il sostegno della Fondazione con il sud è un motore: «Sì, ci permette di portare avanti il progetto almeno per il prossimo triennio».
Al primo posto l’accoglienza di persone con disabilità psicofisiche, giovanissimi, giovani e meno giovani, che insieme agli assistenti potranno abitare nella villa della legalità di Baia Salinedda per piccoli periodi, in autonomia. Non sono vacanze, sono esercizi di vita vera. Sotto la supervisione di Luisanna Loddo, presidente di Abc Sardegna che nel 2025 ha festeggiato 35 anni di attività (e circa 3mila soci). Proprio lei aveva accolto in estate la sindaca di San Teodoro, Rita Deretta, e la ministra Alessandra Locatelli che, nell’ambito della riforma sulla disabilità, aveva voluto vedere di persona la sperimentazione sarda. «Ora il bene è in concessione all’associazione per trent’anni, sono in programma anche iniziative con altre realtà sociali, penso a “Libera”, ma soprattutto – spiega Espa – l’obiettivo rimane permettere a queste persone di evitare il più possibile di finire negli istituti, ma poter scegliere di vivere dove si vuole».